Lo specchio dei contadini

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SKU: 836
Jeremias Gotthelf
Anno
2016
ISBN
978-88-8281-450-2
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A cura di Mattia Mantovani
Prefazione di Peter von Matt
Con una nota di Goffredo Fofi

Formato 12.5 x 21 cm, 544 pagine

Nell’Enrico di Ofterdingen di Novalis, che insieme al Wilhelm Meister di Goethe costituisce il massimo esempio di romanzo di formazione, si dice che il nostro viaggio in ultima analisi è sempre un viaggio verso casa, e che il confronto con la realtà rappresenta un arricchimento spirituale sul quale possiamo costruire le basi della nostra vita. Questo schema classico e romantico verrà messo in crisi e praticamente smantellato dalla grande letteratura della decadenza e dei primi decenni del Novecento, ma la prima decisiva incrinatura corre lungo le pagine dello Specchio dei contadini, il grande romanzo del bernese Albert Bitzius alias Jeremias Gotthelf, uscito nel 1836, che merita di essere annoverato nella schiera dei capolavori della letteratura di ogni tempo. Sullo sfondo di un paesaggio solo apparentemente idilliaco, in un Emmental dove è già possibile intuire la presenza di quei demoni che poco più di un secolo dopo andranno a popolare gli scritti e i dipinti di Dürrenmatt, il piccolo Jeremias Gotthelf (del quale l’autore trasse poi il proprio pseudonimo) rimane orfano di padre e si avvia verso l’ignoto, verso un mondo nel quale a dominare sono la cattiveria, il male, gli istinti più bassi e materiali. Lo specchio dei contadini viene qui proposto per la prima volta in versione italiana.

Jeremias Gotthelf, pseudonimo letterario di Albert Bitzius (Morat, 1797 - Lützelflüh, 1854), è stato insieme a Keller e Meyer il più grande scrittore svizzero di lingua tedesca dell’Ottocento. Pastore protestante dal 1832 all’anno della morte nella comunità di Lützelflüh, nel cuore della regione bernese dell’Emmental, ha scritto tredici romanzi e cinquanta racconti, tra i quali il celeberrimo Il ragno nero.

Da: Corriere del Ticino, 5 gennaio 2017: