100 sguardi sul Grigionitaliano

30,00 CHF
SKU: 638
A.A.V.V.
ISBN
978-88-8281-491-5
Anno
2018
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A cura di Gianna Conrad
Con la collaborazione di Micole Gotti e Paolo G. Fontana
Prefazione di Silva Semadeni

Formato 17 x 24 cm., 264 pp. con illustrazioni a colori

Esiste un’identità grigionitaliana? Ci sono elementi che differenziano il Grigionitaliano dalle altre regioni della Svizzera con cui condivide il territorio e l’appartenenza nazionale? E come si distinguono i suoi abitanti dai loro vicini ticinesi e italiani, con i quali hanno in comune la lingua e la cultura? Queste domande hanno a lungo interessato sia la politica, sia la cultura letteraria, nel contesto della storia svizzera in generale e di quella grigionese in particolare: numerosi sono, infatti, i viaggiatori e le viaggiatrici che hanno esplorato la Mesolcina e la Calanca, la Bregaglia e la Valposchiavo. Il Grigionitaliano, nella sua funzione di luogo di passaggio tra nord e sud, ma anche di terra di accoglienza, ha assunto un ruolo di primo piano nell’ambito dei contatti culturali fra diversi paesi europei, ospitando numerosi intellettuali italiani, francesi, inglesi, tedeschi, ma anche elvetici provenienti dalle varie regioni linguistiche della Svizzera.
Questo volume raccoglie impressioni sulle vallate grigionitaliane e tracce scritte lasciate da personaggi celebri – uomini e donne – che, mossi dalla volontà e dall’esigenza di conoscere meglio le peculiarità di queste regioni, vi hanno soggiornato o vi sono transitati nel corso degli ultimi tre secoli. Si tratta di una raccolta di diversi tipi di scritti di viaggio che non solo permette a chi legge di riflettere sul passato del Grigionitaliano, ma che contribuisce anche a gettare uno sguardo sulla sua realtà attuale, così come si presenta per chi vi vive o vi trascorre parte del suo tempo oggigiorno. Sono inclusi nell’antologia da un lato scritti di figure note, come ad esempio Marcel Proust, Matilde Serao, Antonio Fogazzaro e Ernst Bloch, e, dall’altro, anche testimonianze di autori e autrici meno conosciuti dal grande pubblico, fra cui Jane Freshfield, Heinrich Federer e Tina Truog-Saluz. Nel loro insieme, questi scritti si interrogano (e ci interrogano), oltre che sulle bellezze naturali e architettoniche delle vallate del Grigionitaliano, su temi quali l’emigrazione, l’identità grigionitaliana e il ruolo del confine in relazione allo scambio interculturale.