INCONTRIAMO LO SCRITTORE
JONATHAN LUPI
MERCOLEDI 23 APRILE ALLE ORE 15.00
Giovedì 8 maggio 2025 ore 20.15
Biblioteca comunale di Aurigeno
Yvonne Pesenti Salazar presenta la sua ricerca
Ragazze di Convitto
Emigrazione femminile e convitti industriali in Svizzera
Yvonne Pesenti Salazar dialogherà con l’Avv. Edy Salmina
Da fine Ottocento e fino alla seconda metà del Novecento un numero considerevole di giovani donne parte dal Ticino, dalle valli italofone del Grigioni e dal Nord Italia per andare alavorare nelle fabbriche tessili della Svizzera tedesca. Poiché sono mino renni e devono rimanere per anni lontane da casa, vengono alloggiate nei convitti per operaie – gli Arbeiterinnenheime – e affidate alla custodia delle religiose. Nati grazie a un sodalizio tra gli imprenditori e la Chiesa cattolica, gli istituti industriali femminili coniugano in modo efficace paternalismo aziendale e assistenzialismo di matrice religiosa. Tuttavia, al di là delle f inalità filantropiche dichiarate dai loro promotori, i convitti sono a tutti gli effetti strutture di internamento: le giovani operaie si ritrovano a vivere in totale isola mento, private della loro autonomia e sot toposte a un ferreo regime disciplinare. Il libro racconta questo particolare fenome no migratorio da diverse prospettive: i mo tivi della partenza, le condizioni di vita e di lavoro delle operaie, il progetto educativo messo in atto nei convitti, l’ambiguo ruolo delle religiose e degli industriali. Questa vicenda è stata a lungo dimenti cata. Ricostruirne i contorni permette di ridare visibilità e voce alle molte «ragazze di convitto» costrette per anni a una vita di sfruttamento, obbedienza e reclusione, che con i loro sacrifici hanno contribuito non solo al benessere economico delle proprie famiglie, ma anche alla prosperità dell’industria tessile svizzera.
Yvonne Pesenti Salazar ha conseguito il dottorato in storia all’Università di Zurigo. Dal 1994 al 1999 è stata responsabile della redazione di lingua italiana del Dizionario storico della Svizzera. Dal 1999 al 2017 ha diretto il Percento Culturale Migros Ticino. È stata vicepresidente della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia dal 1993 al 2005 e dal 2021 è presidente degli Archivi Donne Ticino. Da sempre interessata alla ricerca nell’ambito della storia delle donne, ha pubblica to tra l’altro: Beruf: Arbeiterin. Sozia le Lage und gewerkschaftliche Orga nisation der erwerbstätigen Frauen aus der Unterschicht in der Schweiz (Zürich 1988) e Femminile plurale. Iti nerari di storia delle donne in Svizzera dall’Ottocento a oggi (Lugano 1992).
Giovedì 17 aprile 2025 ore 20.15
Biblioteca comunale di Aurigeno
Flavio Del Ponte presenta il suo libro
Storie di un chirurgo di guerra
Il Dr. Del Ponte sarà intervistato dalla giornalista Maurizia Campo Salvi
Perché adesso? Perché ho deciso di scrivere questo libro 15 anni dopo aver lasciato la mia professione di medico e di convinto sostenitore dell’aiuto umanitario? Certa mente perché, da troppo tempo, sentivo amici e conoscenti dirmi che era mio dove re lasciare una traccia del vissuto nell’arco di ben 40 anni, tante volte raccontato a voce, e che sempre aveva suscitato curiosi tà, interesse, ma anche tanta apprensione. Ma non c’è solo questo – la testimonianza di atrocità, errori e orrori, le sottova lutazioni, la mancata assunzione delle necessarie responsabilità – ma anche un messaggio ai giovani che volessero lanciarsi nella medicina dell’aiuto umani tario. Questo pensiero era dentro di me, e avvertivo il dovere di lasciarlo in eredità a chi verrà dopo di me. Ma l’impulso più forte, perché non di sola ragione si tratta, il pungolo, se volete chia marlo così, me lo dette quel 24 febbraio del 2022, il giorno in cui scoppiò la guerra della Russia contro l’Ucraina. Non ci potevo credere e il cartoncino che da anni sta nel mio studio con la citazione di Einstein – «La guerra non si può umaniz zare, si può solo abolire» – non mi poteva bastare più, perché il suo sostegno era diventato insufficiente. Fui preso via via da una grande ansia che penetrò inesora bilmente nel mio subconscio. Me ne potei liberare con fatica, e ci riuscii solo raccon tando quello che avevo vissuto passando da una guerra all’altra.
Flavio Del Ponte nasce a Bignasco, Svizzera, nel 1944. Dopo il ginnasio al collegio Papio di Ascona e il liceo a Einsiedeln si laurea in Medicina specializzandosi in chirurgia generale e traumatologia di guerra. Chirurgo di guerra in Cambogia, Laos, Vietnam, Pakistan, Afghanistan, Somalia, Su dan, Kenya e Haiti, a partire dal 1986 con la Croce Rossa e poi per conto anche del Corpo Svizzero di Aiuto in caso di Catastrofe, dell’OMS e dell’Al to Commissariato per i Rifugiati. Il 1994 segna la svolta dalla chirurgia di guerra sul campo alla politica sulla salute internazionale e si trasferisce a New York dove lavora presso la Divi sione operazioni per il mantenimento della pace dell’Onu quando il sotto segretario generale è Kofi Annan. Nel 1996 torna a Berna al Dipartimento degli Affari Esteri nella Divisione della Cooperazione allo Sviluppo ed è sua la battaglia sulle mine antiuomo. Dal 2009 si dedica alle ultime sfide come quella di rivisitare la sua storia di chirurgo e di inviato dell’Aiuto umanitario.
Sabato 26 aprile
Giardino Sede 1, Museo di Valmaggia
(In caso di brutto tempo presso la sala multiuso Centro scolastico di Cevio)
Inaugurazione della mostra
METAMORFOSI DI UNA VALLE
Lo sfruttamento idroelettrico della Maggia
Un’esposizione che, sulla traccia della pubblicazione presentata lo scorso mese di novembre,
ripercorre la straordinaria storia degli impianti idroelettrici della Vallemaggia.
Un periodo che ha profondamente mutato le sorti di una valle tra le più ampie e profonde dell’arco alpino.
La manifestazione sarà allietata dai canti del Coro delle Rocce
Programma:
14.15 Accoglienza degli ospiti
14.30 Saluto di benvenuto: Alyce Martinoni, curatrice del Museo
Intermezzo: “Mani di luna” (M. Maiero)
14.35 Intervento di Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato
e direttore del Dipartimento delle istituzioni
Intermezzo: “Fiori” (M. Maiero), “L’acqua” (A. Inselmini)
14.45 Saluto di Paolo Ostinelli, direttore del Centro di dialettologia
e di etnografia del Canton Ticino
Intermezzo: “Pietre come mani” (A. Inselmini), “Maggio” (M. Maiero)
14.55 Presentazione della mostra
Elio Genazzi, co-presidente del Museo e curatore della mostra
Rebecca Cantù e Irene Gallus, allestitrici
Intermezzo: “Sole rosso” (C. Lucato), “Bavona” (A. Inselmini)
Dalle 15.15 ca. Visita alla mostra nella Sede 2 e aperitivo
Immagini e letteratura
La parola alle cose
Laura Di Corcia, Begoña Feijoó Fariña, Vincenzo Todisco
Biblioteca cantonale di Locarno Sala conferenze, martedì 15 aprile 2025, ore 18.15
In alcuni edifici poschiavini diventati musei, come l’antico mulino Aino, Casa Besta e Casa Tomé, sono conservati molti oggetti e docu menti depositari della memoria collettiva. Tre donne, due scrittrici e una fotografa, animate dal desiderio di dialogare con tale patrimonio storico, tentano di trasporre oggetti e ambienti in parole, passando da una forma all’altra attra verso la narrazione poetica e la poesia narrativa. Laura Di Corcia è poetessa e critica teatrale e letteraria. Ha pubblicato tre raccolte poetiche. La più recente, Diorama (Roma, Tlon, 2021), ha vinto il Premio Terra Nova 2022. È anche autrice di radiodrammi per la Radiotelevisione della Svizzera italiana. Begoña Feijoó Fariña è scrittrice, cofondatrice della compagnia teatrale inauDita, organiz zatrice e direttrice artistica della rassegna di teatro contemporaneo «I monologanti» e del festival letterario «Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo». Insieme alle due coautrici, interviene il prefatore dell’opera, lo scrittore Vincenzo Todisco. Mo dera la serata Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali.
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